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Finalmente Ci Siamo?!
Analisi settimanale:
Buongiorno.
Quella che stai per leggere è l’analisi di mercato che propongo ogni lunedì con l’obiettivo di darti una panoramica di ciò che è accaduto sui mercati ed aiutarti a capire come ragionare per formare il tuo bias rispetto ai movimenti futuri, sia a lungo che a medio-breve termine.
NB: Questa NON è una “sala segnali” né una fonte di consigli finanziari. Tutto ciò che leggi rappresenta esclusivamente il mio punto di vista operativo, basato su anni di esperienza personale. L’obiettivo è offrirti uno spunto concreto per migliorare la tua capacità di analisi e prendere decisioni autonome, non di ragionare al posto tuo o dirti cosa fare. Il fine di questa rubrica è educativo, non prescrittivo.
Situazione Generale:
Oggi, per la prima volta dopo quasi tre anni, apro la mia consueta analisi settimanale con questa sezione e non con Bitcoin, perché mai come in questo momento è qui che deve indirizzarsi l’attenzione di qualunque investitore serio al mondo!
Infatti, con Bitcoin e crypto in bear market, più i tradizionali sostanzialmente in stallo proprio mentre il mondo intero è altamente destabilizzato in termini macro-economici e geopolitici, ritengo fondamentale avere bene chiaro il contesto di estremo rischio in cui si trovano i mercati al momento.
Inoltre vorrei anche far capire che ogni lunedì in queste analisi c’è molto più di quanto ho lasciato la possibilità di vedere a tutti finora.
Premesso questo passiamo al sodo:
Nella scorsa analisi ci eravamo lasciati con la plateale ripresa del conflitto in medio oriente pur in assenza di una reazione negativa dei mercati ma con il concreto pericolo di una ripresa a rialzo del petrolio, che ha di fatto iniziato a verificarsi negli scorsi giorni e che, visti gli sviluppi che si sono susseguiti, rischia di continuare nella medesima direzione nel prossimo futuro.
Infatti, per quanto concerne il conflitto in medio oriente, la situazione negli ultimi sette giorni è largamente degenerata in una pericolosa escalation militare, con gli Stati Uniti che hanno intensificato i bombardamenti verso molte infrastrutture strategiche iraniane, tra cui purtroppo persino un ospedale pediatrico ed oncologico…
L’Iran ha risposto colpendo gli impianti energetici e di desalinizzazione in Kuwait, basi USA nei territori degli alleati ed altri centri chiave, causando anche la morte di varie vittime americane, compresi dei soldati…
Non è mia intenzione entrare nei dettagli, è comunque ovvio che al momento la situazione è estremamente tesa e, inutile dirlo, lo stretto di Hormuz risulta quasi completamente bloccato, al contrario di quanto ancora in tanti si spendono a dire mentendo spudoratamente, Trump in primis per ovvii motivi propagandistici ma comunque pietosi ai miei occhi.
In ogni caso la reale condizione del traffico sullo stretto è la seguente:

Non ci sono più dubbi dunque riguardo al fatto che la farsa vista a giugno, relativamente alla “tregua” che altro non ha fatto se non far prendere tempo e peggiorare la situazione (vedi analisi di lunedì scorso per approfondirne i motivi), si sia completamente conclusa, e in peggio rispetto a quando era iniziata.
Per chi mi legge questa non è certamente una sorpresa, è da fine febbraio che motivo il perché questo conflitto sia nato per durare.
A confermarlo indirettamente, lo scorso sabato, è stato addirittura Trump, che in preda a uno dei suoi tanti raptus minacciosi ha detto chiaramente come “l’esercito americano sia pronto, disposto e capace, per un periodo di un anno, soggetto a proroga, di decimare e distruggere completamente tutte le aree dell’Iran”.
Minacce che ovviamente si sono rinnovate negli scorsi giorni soprattutto dopo il fatale coinvolgimento di alcuni cittadini americani durante gli scontri…
Insomma, il conflitto è completamente riaperto e non solo siamo punto e a capo ma peggio di prima, sotto molteplici aspetti.
Infatti, come se tutto questo non fosse abbastanza, negli scorsi giorni si è aggiunto all’equazione del rischio un altro campanello d’allarme estremamente preoccupante:
Mentre il Medio Oriente precipitava nel caos, i tradizionali hanno subito la prima vera correzione della narrativa AI…
Nonostante le netta forza dimostrata due settimane fa, negli ultimi giorni i mercati hanno infatti corretto in maniera importante, soprattutto le high beta legate appunto all’AI, che hanno registrato il peggior calo mensile sin dal 2008, nonché quello più repentino della storia!
Questo mentre il peso azionario del settore tech ha superato di nettamente i livelli della dot-com bubble, raggiungendo il 49% del valore di mercato dell'S&P 500:

E mentre, venerdì scorso, venivano comunicate al grande pubblico le vendite pari a quasi 78 miliardi che gli insider corporate (ovvero i grandi azionisti con oltre il 10% di quote societarie) Americani hanno effettuato durante il Q1 e il Q2 2026, in un rapporto 11 a 1 con gli acquisti…
A dimostrazione che, anche su questo, avevo ragione quando a fine giugno sottolineavo che la continua manipolazione per tenere in piedi i mercati in questo periodo -nonostante i numerosi sviluppi negativi- fosse funzionale anche a consentire le vendite dei grossi player.
Non posso averne certezza assoluta ma, soprattutto dopo quanto successo negli ultimi sette giorni, sarebbe tremendamente ingenuo a mio avviso non considerare il fatto che ci potremmo concretamente trovare nel bel mezzo di una fase di massiccia riduzione globale del rischio.
Credo sia lapalissiano che proprio in questi giorni stiamo assistendo a uno storico momento di confluenza in termini di shock geopolitico e finanziario, e questa concatenazione di eventi è storicamente abbastanza pericolosa.
Perché se contemporaneamente si hanno:
Inflazione in seguito allo shock di offerta del petrolio
Crescita economica in rallentamento
Mercati in difficoltà dopo una bull-run storica che si potrebbe anche rivelare come una bolla
Si creano le perfette condizioni appunto per una massiccia riduzione del rischio su scala globale, che ha il potenziale di durare anche anni producendo drawdown enormi, nel caso peggiore.
È davvero questo quello che ci attende?
Come sempre, nessuno può saperlo per certo, ma ci sono molti segnali preoccupanti ed è ora fondamentale avere una buona capacità di gestione, così come dei riferimenti affidabili per capire come e quando muoversi in base a cosa deciderà di fare il mercato.
Vediamo dunque nel dettaglio tutti i riferimenti utili per ottenere concrete conferme prima che l’eventuale collasso diventi inevitabile o, nel caso opposto, capire in tempo che sia solo una sana correzione di mercato:
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