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MiCa: Ecco Come Stanno DAVVERO Le Cose
Cosa cambia, come muoversi e perché quello che ti hanno detto finora è più che altro allarmismo attuato da chi vuole guadagnare alle tue spalle!
PREMESSA: Questo contenuto è la mia opinione personale basata su interpretazioni pubbliche delle norme vigenti. In nessun caso costituisce una consulenza legale, fiscale o finanziaria. Ti invito a verificare personalmente ogni fatto riportato e confrontarti con professionisti qualificati. Gli approcci qui discussi comportano rischi e non sono adatti a tutti!
Cosa sta succedendo e perché è importante:
In queste ultime settimane uno dei temi centrali nella community crypto, principalmente europea ma non solo, sta riguardando la definitiva entrata in vigore del regolamento MiCa a partire dal 1 luglio 2026.
Immagino tu sappia già bene di cosa si tratti, in ogni caso è bene ribadirlo, anche per fugare tutti i dubbi che possano aver creato i tanti influencer che, ahimè, hanno fatto disinformazione a riguardo pur di inseguire interessi personali e/o per semplice incapacità interpretativa e pigrizia.
Il MiCa (Markets in Crypto-Assets) è la regolamentazione completa, in essere ormai da giugno 2023, imposta dall’Unione Europea per “proteggere i consumatori” e “mettere ordine” sui mercati crypto, stando a quanto sostengono loro, ovviamente.
Il suddetto regolamento si applica a TUTTI i fornitori di servizi legati alle crypto (CASPs) che operano direttamente in Europa, nonché a tutti gli ART ed EMT, ovvero a qualunque crypto miri a mantenere il valore stabile rispetto ad un determinato sottostante (stable coin, materie prime, crypto, ecc).
I principali obblighi imposti ai CASPs sono:
KYC obbligatorio
Monitoraggio continuo di ogni transazione
Raccolta dati sensibili per “clienti ad alto rischio” (fonti di reddito, lavoro, ecc)
Rispettare la Travel Rule, ovvero raccogliere informazioni sul mittente e sul ricevente di ogni transazione parta da un CASP (nome, indirizzo, indirizzo del wallet o numero identificativo dell’account)
Rispettare la Travel Rule anche per wallet in auto custodia, verificando l’effettivo possesso per tutti gli invii superiori a 1000 euro, e raccogliendo dati per valutare i rischi anche sotto tale soglia
Applicare misure atte a garantire che l’utilizzo di privacy coin, mixer e qualunque altro mezzo non possa consentire il riciclaggio di denaro
Rispettare il DAC8 segnalando automaticamente tutte le transazioni all’agenzia delle entrate (e rispettivi organi di controllo negli altri paesi) con un report annuale
Per quanto concerne invece ART ed EMT:
Riserve pari al 100% del valore
Riscatto eseguibile in ogni momento e per qualunque cifra
ART convalidati solo da emittenti autorizzati specificamente da un’autorità nazionale (es. CONSOB)
EMT convalidati solo da banche o EMI (istituzioni per la moneta electronica) autorizzate in base alla direttiva EMD2
Qualunque fornitore di servi legati alle crypto che operi in Europa deve necessariamente sottostare a queste e tante altre imposizioni, ovvero essere MiCA compliant, altrimenti non può legalmente operare nel territorio.
Questo però IN ALCUN MODO significa che per gli europei sia illegale utilizzare qualunque servizio o “cripto attività” non MiCa compliant, né che sia necessariamente sconveniente farlo, anzi!
Vediamo dunque qual è il REALE stato dei fatti a riguardo e come mai chi sostiene che si debbano usare solo servizi MiCa compliant sta solo sfruttando la negatività del momento per catturare l’attenzione e continuare a guadagnare alle tue spalle dai ref-link ed altre partnership!
E vediamo ovviamente quali sono i rischi, così come i tanti vantaggi, che si possono ottenere scegliendo di utilizzare servizi e crypto NON MiCa compliant, senza scadere in alcun modo nell’illegalità, stando quantomeno a tutte le leggi attuali.
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