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Il mercato crypto è in crisi?
Analisi settimanale: A Un Grafico Di Distanza
Buongiorno.
“A Un Grafico Di Distanza” è la serie che propongo ogni lunedì con l’obiettivo di darti una panoramica di ciò che è accaduto sui grafici ed aiutarti a capire come ragionare per formare il tuo bias rispetto ai movimenti futuri, sia a lungo che a breve termine.
NB: Questa NON è una “sala segnali” né una fonte di consigli finanziari. Tutto ciò che leggi rappresenta esclusivamente il mio punto di vista operativo, basato su anni di esperienza personale. L’obiettivo è offrirti uno spunto concreto per migliorare la tua capacità di analisi e prendere decisioni autonome, non di ragionare al posto tuo o dirti cosa fare. Il fine di questa rubrica è educativo, non prescrittivo.
Bitcoin:
È stata una settimana piatta, tremendamente noiosa a dirla tutta, questo è evidente dal prezzo ma anche dall’engagement ridotto sui social.
Non è un certo una condizione nuova, in questa bull-run l’abbiamo affrontata almeno 5 volte, tuttavia volendo essere precisi è ormai oltre un anno che Bitcoin, tra una falsa mossa a rialzo e a ribasso, sostanzialmente non fa altro che lateralizzare tenendosi intorno ai 98.000 dollari:

Non è a mio avviso un caso che tale comportamento sia stato adottato proprio nella zona intorno ai 100k, che come dico da oltre un anno (vedi qui) questo prezzo era di fondamentale importanza e considerato da molti pesci grossi come una sorta di missione, la massima aspirazione, il momento perfetto per vendere.
Questa è la prima spiegazione, tanto ha poi influito anche l’assenza di retailer veri, ergo nuovi investitori inesperti che inondano il mercato.
Nonostante i dubbi, anche io prospettavo e mi auguravo che non appena superati i 100k avremo finalmente visto arrivare la classica orda di nuovi retailer…che però non sono mai arrivati, inutile girarci intorno o rimandare questo evento ulteriormente verso il futuro.
Io credo che tutto questo sia una chiaro sintomo che le crypto ha perso l’appeal, non interessano più abbastanza al grande pubblico, non come prima per lo meno.
Sono nate come un playground speculativo, un giocattolo (e per i più esperti una potentissima arma) per chi voleva fare investimenti ad alto rischio e alto e veloce guadagno, questa sorta di super potere era garantito dal fatto che le crypto erano la novità più scintillante, e questo attirava appunto tanti retailer inesperti, bramosi di guadagnare e pronti a rischiare tutto.
Insomma, la ricetta perfetta per i guadagni stellari che abbiamo visto almeno fino al 2021, dove abbiamo avuto il picco massimo assoluto in termini di nuovi investitori sul mercato.
Successivamente Luna ed FTX hanno eroso quasi tutta la fiducia restante e il colpo di grazia è stato inflitto nel 2023 con l’avvento dell’AI…ovvero la nuova scintillante gallina dalle uova d’oro agli occhi dei retailer che fino a quel momento avevano alimentato anche il mercato crypto.
Per mettere le cose in prospettiva e dimostrati quanto sto dicendo:
I wallet attivi nel 2025 sono aumentati dell’8% circa, contro il 45% del 2021!
Ovviamente questa condizione sta ormai iniziando ad infettare anche le menti di tanti partecipanti di lunga data, vedo infatti sempre più persone -completamente immerse nel mondo crypto da anni- iniziare a preferire l’operatività sui tradizionali, e tanti altri, me compreso, porsi il dubbio se valga ancora la pena o meno di continuare a rischiare considerando che la volatilità è in costante e netta riduzione.
Anche l’aumento sconsiderato del numero di altcoin così come dei rug-pull sempre più modesti, veloci e alla portatati di tutti, è un chiaro indice dell’enorme crisi che il mercato crypto sta di fatto affrontando.
Crisi che è principalmente narrativa, come già detto infatti è chiaro che le crypto non risultino più interessanti agli occhi dei retailer più inesperti e non solo…dal momento che questo è sempre stato l’unico vero driver insieme alle enormi iniezioni di liquidità della FED (anch’esse mancanti…) il risultato non poteva che essere questo:
La noia più assoluta e un mercato irriconoscibile.
Certamente c’è chi parlerà di “maturità” per motivare tale comportamento, io sinceramente qualche dubbio me lo metto considerando il fatto che il 99.99% delle crypto sono sostanzialmente aria fritta, scam palesi o cieche promesse per il futuro.
Non ti voglio deprimere, ma siamo qui per fare soldi giusto?
Quindi è doveroso chiedersi se sia ancora il mercato giusto per farlo in termini di volatilità e potenziale guadagno.
Io sinceramente per ora non mi posso lamentare, Bitcoin ha stampato un 716% nonostante queste condizioni e nonostante soprattutto la mancanza di un QE, i risultati ottenuti in questa bull-run non li avrei sinceramente potuti ottenere altrove a parità di rischio…
Però è a mio avviso obbligatorio fare queste constatazioni e chiedersi se sarà ancora possibile in futuro.
Un primo segnale lo avremo a mio avviso entro il Q1 del 2026, se infatti Bitcoin non procederà al normale dispiegarsi del bear market, ovvero non mimerà i cicli precedenti, avremo una prima conferma che i tempi siano completamente cambiati, e che questa “maturità” abbia verosimilmente spazzato via per sempre l’elevata volatilità, che è sempre stato l’unico vero vantaggio delle crypto in termini di investimento.
Bando alle ciance comunque, per ora Bitcoin è in bear market e sta seguendo alla perfezione il copione temporale e anche strutturale dei cicli precedenti.
Al momento si trova ancora confinato tra il supporto degli 82.5k e la resistenza dei 93.4k, vediamo dunque di analizzare nel dettaglio cosa questo comporta e come è possibile che il prezzo si muova nel prossimo futuro.

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