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Le alte fee porteranno Bitcoin al fallimento!?
Il rischio di cui nessuno parla...
In concomitanza con l’halving del 20 Aprile è successo qualcosa di straordinariamente utile per chiunque abbia un sano spirito critico e non sia emozionalmente coinvolto nei suoi investimenti.
Come promesso nei tweet degli scorsi giorni in questa mail discuterò nel dettaglio del:
Perchè Bitcoin è condannato ad essere una riserva di valore elitaria o al fallimento
Come mai Lightning Network non potrà mai essere una soluzione alle alte fee
Perchè Bitcoin non è una riserva di valore e in che esatta circostanza potrebbe diventarlo
Come comportarti per proteggere i tuoi investimenti a prescindere dal futuro di Bitcoin
ATH delle fee su Bitcoin:
Tutto parte pochi giorni fa, durante il quarto halving di Bitcoin e “casualmente” mentre una particolare tipologia di NFT (Runes) entra a gamba tesa sulla chain.
La concomitanza di questi due eventi ha fatto sì che per un paio di giorni le fee raggiungessero livelli mai visti prima, con un picco di $250 circa per le transazioni ad alta priorità ed in generale una media di $130 a transazione.

Nonostante questa sia stata una condizione temporanea e le fee siano al momento tornate a livelli da primo mondo (~$20, quindi elevatissime per il terzo) è stato comunque molto utile per riflettere meglio su alcuni argomenti che già conoscevo ma su cui non avevo ancora ragionato abbastanza unendo i puntini, quindi eccomi qui a scrivere questo contenuto.
La prima cosa che tali condizioni della rete Bitcoin mi hanno fatto pensare è il destino del progetto stesso, ora ti spiego.
Perchè Bitcoin è condannato ad essere una riserva di valore elitaria o al fallimento:
A dimostrare da tutti i commenti che ho ricevuto e letto in giro in questi giorni una delle caratteristiche del protocollo Bitcoin più ignorate riguarda certamente la vitale necessità di arrivare a fee molto elevate, salvo il fallimento del progetto.
Tale necessità è nata nel 2015 con la block-size war ed è stata definitivamente incastonata nel progetto Bitcoin al suo termine, nel 2017.
Rimando ad un altro appuntamento il tema certamente interessante della block-size war, quello che oggi mi preme che tu capisca è che tale evento, con l’imposizione di blocchi dalle dimensione molto ridotte (1MB), ha definitivamente deciso che i miner possano rimanere a galla solo ed esclusivamente raccogliendo un significativo quantitativo di fee.
Tale necessità è legata alla natura stessa del protocollo con particolare riferimento all’halving, che per i miner rappresenta un dimezzamento degli introiti ogni 4 anni, un bel problema per dei veri e propri business che si suppone possano sopravvivere solo aumentando costantemente il fatturato di anno in anno.
Problema che si risolverebbe in parte se il prezzo di Bitcoin aumentasse esponenzialmente dopo ogni halving, evento che tuttavia non è assolutamente garantito e, come fino ad oggi è successo, abbiamo già sperimentato una diminuzione dei ritorni rispetto ad ogni precedente halving.
Pertanto col passare degli halving e in particolare già dal prossimo nel 2028 circa i miner si ritroveranno costretti a fare largo affidamento sugli introiti dalle fee per poter restare in profitto quindi in attività.
Questo era vero anche nel caso in cui, durante la block-size war, avesse prevalso la fazione dei blocchi molto elevati, in quella circostanza sarebbe stato necessario arrivare ad un’adozione di massa per poter collezionare un numero abbastanza elevato di fee, certamente qualcosa di difficilmente ottenibile (per non dire impossibile) ma che garantiva l’utilizzo della rete a praticamente chiunque.
Con la vittoria dei blocchi da 1MB invece si è ovviato a tale necessità creandone un’altra che è certamente più soddisfabile, infatti per transare sulla rete Bitcoin si è imposta una vera e propria competizione a chi paga le fee più elevate, questo ha reso Bitcoin elitario by-design e con l’ATH sulle fee degli scorsi giorni tale verità si è palesata a molti.
Infatti fino a quando le fee restavano in media intorno ai $2 quasi nessuno nel primo mondo faceva caso al problema, ma una volta che si superano le due cifre tale caratteristica di Bitcoin inizia a essere notata da molti, esattamente quanto successo in questi giorni.
Questo è anche il motivo principale per cui la fazione dei blocchi da 1MB dal 2017 in poi ha spinto molto sulla narrativa di riserva di valore, infatti solo come tale il Bitcoin di oggi potrebbe riuscire a sopravvivere ed avere successo duraturo.
Chi è infatti che potrebbe pagare fee da migliaia di dollari senza problemi?
Non certo i milioni di user con meno di $100k sui loro wallet, ovvero ad oggi il 99.63% degli address:

Un assaggio di quanto appena detto lo abbiamo avuto pochi giorni fa, con le fee media a $130 infatti ben l’83% degli address Bitcoin era pura Dust, polvere, ovvero BTC non spendibili quindi privi di valore.
Diventa chiaro dunque che nell’inevitabile futuro in cui la fee media arriverà a migliaia ed anche decine di miglia di dollari il 99% degli holder non avrà in mano altro se non che polvere, nulla, zero, nada!
Salvo il caso in cui Bitcoin non arrivi a cifre astronomiche, ma stiamo parlando di un eventualità a dir poco remota perchè, seguendo l’esempio di prima con $1000 di fee media, sarebbe necessario un prezzo per coin di circa 7 milioni di dollari affinché chi possiede 0.01BTC possa transare senza rinunciare a grosse fette del suo investimento, e comunque sarebbe tagliato ancora fuori il 28.64% degli address.
Bitcoin a 7 milioni di dollari comunque è un eventualità praticamente impossibile, perchè sarebbe necessario che assorbisse circa 130 TRILIONI DI DOLLARI…uno sproposito assoluto ed irraggiungibile, ti basta considerare che la market cap dell’oro è circa 14T e quella dell’SPX 49T, per arrivare a 130T quasi tutta la ricchezza della terra dovrebbe essere dirottata su Bitcoin, evento ridicolo e assolutamente impossibile che non discuto oltre per non offendere la tua intelligenza ed abusare del tuo tempo.
È molto più sensato e realistico quindi pensare che Bitcoin diventerà uno strumento squisitamente elitario, cosa che in parte è già di fatto se consideriamo tutti gli user del terzo mondo che già oggi con le fee attuali sono completamente tagliati fuori.
Molto probabilmente dunque, se Bitcoin non fallirà, potranno usarlo solo le balene, ed oggi le balene sono principalmente organizzazioni ultra potenti come BlackRock o interi stati nazione.
Questo porta con se anche un altro problema fondamentale che oggi accennerò solamente, sto parlando della centralizzazione del network.
Infatti quando in miner nei prossimi anni riceveranno sempre meno introiti per via degli halving solo le aziende più importanti potranno restare a galla.
Ed indovina un po’ chi possiede già larghe fette di tali aziende?
BlackRock, ne ho già parlato qui.
Nel momento in cui il mining sarà monopolizzato da tali organizzazioni e/o dagli stati nazione secondo te cosa succederà al network?
Se fai fatica a trovare un risposta ti do io uno spunto:
Già ora la loro influenza è tale che sono riusciti ad imporre il KYC a più del 60% delle mining pool e a censurare varie transazioni perchè non rispettavano l’OFAC

Per il momento non continuo oltre a riguardo, ora mi preme discutere della millantata soluzione al problema appena esposto.
Come mai Lightning Network non potrà mai essere una soluzione alle alte fee:
Per quanto concerne il problema dell’inevitabile esclusività di transare con Bitcoin on-chain tanti rispondono subito che la soluzione è già pronta ed è ottimale, mi sto riferendo ovviamente a LN.
Peccato che sia una menzogna colossale, ecco perchè:
LN è quasi 10 anni sul mercato e non ha fatto altro che dimostrare i suoi limiti.
In primis si presuppone che un’alternativa a Bitcoin on-chain sia utilizzabile come Bitcoin, ovvero senza intermediari e salvando semplicemente 12/24 parole su un foglio di carta.
Peccato che usare LN in questo modo sia letteralmente un suicidio di tempo, energie e soldi ed anche impraticabile sui grandi numeri, bisogna infatti aprire e chiudere canali (pagando almeno due volte le fee on-chain…), assicurarsi che chi riceve la transazione sia sempre online ed imporgli anche che abbia lo stesso amount già disponibile sul suo wallet!
Non è un caso dunque che ben il 93.34% dei pochi user LN preferiscano già oggi le soluzioni full custodial, rinunciando alla loro privacy e alla sicurezza dei loro fondi e rendendo LN sostanzialmente un paypal meno sicuro e performante:

Se dopo quanto ho esposto pensi ancora che si possa convincere la gente ad usare LN in self-custody ti faccio notare che non è comunque fattibile, se infatti riuscissimo miracolosamente a convincere anche solo 100 milioni di persone a farlo il tempo necessario sarebbe di circa 2 anni, per un miliardo ben 18 anni…per non parlare delle fee proibitive e del fatto che quasi nessun altra transazione potrebbe avvenire nella chain di Bitcoin nel frattempo:

È evidente dunque che LN non è una soluzione in quanto per funzionare semi bene (tante transazioni falliscono, specialmente se molto elevate, anche usando wallet custodial) deve tradire completamente il withe paper di Bitcoin che, per chi se lo fosse dimenticato, letteralmente nella prima pagina introduttiva recitava:
Questo è anche il motivo per cui uno degli sviluppatori più importanti ha mollato il progetto, del perchè LN sia stato definito dal creatore di Nostr stesso uno “scam” e del perchè la liquidità sia a dir poco ridicola dopo quasi 10 anni dal lancio, nemmeno 5k bitcoin, per farti un paragone Whirlpool (servizio estremamente di nicchia per il mixing di Bitcoin) da solo arriva a 10k BTC.

4600 Bitcoin al giorno di massima capacità al 23 Aprile 2024, per altro ferma allo stesso valore da ben 2 anni!
Come ciliegina sulla torta finale, visto che tanti che vantano indebitamente LN dichiarano anche che è vero e proprio cash digitale, ti faccio notare che la privacy su LN è praticamente inesistente in quanto completamente compromessa:

Perchè Bitcoin non è una riserva di valore e in che esatte circostanze potrebbe diventarlo:
Alle problematiche finora esposte si aggiunge poi il fatto che l’unico possibile utilizzo di Bitcoin (anche se esclusivo per le balene, come abbiamo visto prima), ovvero quello di riserva di valore, non è ancora stato effettivamente dimostrato.
Se infatti la chain permetterebbe effettivamente a Bitcoin di fungere da riserva resta ancora il fatto che finora non ha mai dimostrato di essere tale.
Bitcoin infatti non ha MAI incontrato un cigno nero mantenendo quasi invariato il suo valore come ci si aspetta da una vera riserva di valore.
Per farti un paragone, l’oro alla notizia del cigno nero del covid ha perso solo un 11.8% mentre Bitcoin il 51%, senza considerare che sul CEX più importante di allora, Bitmex, stava letteralmente andando a zero, tanto che hanno dovuto disattivare l’exchange per interrompere la liquidation cascade sui perp:
"Bitcoin è una riserva di valore"
Quanti di quelli che sono convinti di questa cazzata sanno che 4 anni fa, il 12 Marzo 2020, se Bitmex non avesse chiuso il CEX (ai tempi il top one) Bitcoin stava andando letteralmente a zero o giù di lì?
Una riserva di valore è tale quando… twitter.com/i/web/status/1…
— ChartingBit (@ChartingBit)
11:17 AM • Mar 12, 2024
Poco importa se successivamente Bitcoin ha sovra performato di gran lunga l’oro, è cosa normale essendo BTC un asset rischioso ed iper speculativo, altrimenti dovremmo definire riserva anche una marea di “shitcoin” e tantissimi altri asset della finanza tradizionale!
Bitcoin infatti, come qualunque altro asset rischioso, ha sempre risposto molto bene agli stimoli monetari delle banche centrali ed è letteralmente nato insieme al QE più importante della storia partito nel 2008:
"Bitcoin è oro digitale, la sua scarsità lo rende la riserva di valore per eccellenza"
Cosa mi tocca sentire ancora...
Niente più che il Re degli asset rischiosi, senza l'infinita stampa di denaro dal 2008 a oggi (+ lo zampino di theter e CEX vari...) Bitcoin non sarebbe… twitter.com/i/web/status/1…
— ChartingBit (@ChartingBit)
8:04 AM • Sep 27, 2023
Sia chiaro, con quanto appena esposto non voglio dire che Bitcoin non possa diventare una riserva di valore -elitaria e non direttamente accessibile alla massa- sto solo sottolineando che al momento non lo è affatto.
Per diventarlo dovrà dimostrare almeno una volta di performare meglio o come l’oro durante un evento di importante crisi, come il covid o anche il crollo del 2008.
Per il momento questo non è mai avvenuto, ergo Bitcoin rimane a tutti gli effetti un asset speculativo ad alto rischio.
Come comportarti per proteggere i tuoi investimenti a prescindere dal futuro di Bitcoin:
So bene che quanto appena letto non è facile da digerire, soprattutto se eri tra quelli che credevano fermamente in Bitcoin ma erano all’uscuro di determinate dinamiche ed informazioni.
Anche a chi ha perso tale fiducia anni fa, come me, o a chi non ce l’hai mai avuta, questo articolo potrebbe comunque aver fatto riflettere sui suoi investimenti in Bitcoin e crypto in generale.
A prescindere da quale gruppo tu appartenga ci tengo a chiudere questo articolo discutendo proprio di questo tema, ed in un certo senso tranquillizzarti sulle possibili implicazioni degli argomenti discussi.
Nello specifico, non è che adesso vai a vendere tutti i tuoi Bitcoin solo perchè hai capito determinate cose, o al contrario che ignori queste info solo perchè senti che mettono in discussione quanto sapevi.
La cosa giusta da fare, come sempre, è capire che nessun investimento è infallibile, che va sempre gestito in base anche e soprattutto all’azione del prezzo e controllando molto bene il rischio.
Se infatti Bitcoin in futuro andrà verso la via del fallimento il prezzo lo mostrerà e ti darà il segnale per tempo.
Se continuerà a salire e performare riportando ritorni via via più bassi come sembra fare ora (ed è logicamente probabile continui a fare in futuro visto che non potrà mai assorbire +100T di valore) sapendo leggere il grafico saprai comunque avvantaggiartene.
L’unica accortezza, in questo ultimo caso, sarebbe quella di prestare molta attenzione alla media delle fee nei prossimi anni (puoi controllarla qui), quando si avvicinerà a valori oltre i $100 fissi sarà bene valutare un trasferimento su CEX o meglio su ETF (che guarda caso è già disponibile, coincidenze) dei tuoi fondi in self custody, in modo da poter continuare ad investire in Bitcoin senza rischiare di rimanere con della polvere priva di valore in mano.
Niente di così difficile come vedi, certo dovrai rinunciare ai vantaggi della self-custody, ma questo non è un grosso problema perchè comunque sono già inesistenti se non ti sei mai interessato di proteggere la privacy dei tuoi Bitcoin, del perchè ne ho già parlato estensivamente qui:
Come comprare e spendere anonimamente le tue crypto senza rischiare amare sorprese.
GUIDA PASSO PASSO:
Sono ormai passati più di 14 anni da quando le crypto hanno iniziato a farsi sempre più strada, in questo lasso di tempo in tanti sono stati ovviamente ammaliati dagli… twitter.com/i/web/status/1…
— ChartingBit (@ChartingBit)
8:11 AM • Jan 24, 2024
Spero dunque che tu abbia apprezzato questo articolo, io ne vado molto fiero perchè non ho mai visto nessun altro parlarne in Italia e di rado anche nel resto del mondo.
Se l’hai trovato interessante quindi ti chiedo il favore di condividerlo sui social o tramite messaggio ai tuoi amici, facendolo aiuti me a crescere e dai l’opportinità ad altre persone di informarsi su temi di vitale importanza per i loro investimenti su Bitcoin e settore crypto in generale.
Ti ringrazio infine per esserti iscritto a questa newsletter, come sai ogni settimana ti invierò una, massimo due mail completamente gratuite che approfondiscono i temi che tratto sui social, se poi desideri avere accesso alle mie analisi tecniche e macro-economiche e ad approfondimenti esclusivi puoi valutare di abbonarti a ChartingBit+ al costo di un solo caffè a settimana.
Grazie per aver letto fino a qui ed avermi dedicato il tuo tempo, tengo particolarmente a questo articolo quindi sarei davvero contento di sapere cosa ne pensi.
A presto,
CB

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