Buongiorno.
“A Un Grafico Di Distanza” è la serie che propongo ogni lunedì con l’obiettivo di darti una panoramica di ciò che è accaduto sui grafici ed aiutarti a capire come ragionare per formare il tuo bias rispetto ai movimenti futuri, sia a lungo che a breve termine.
NB: Questa NON è una “sala segnali” né una fonte di consigli finanziari. Tutto ciò che leggi rappresenta esclusivamente il mio punto di vista operativo, basato su anni di esperienza personale. L’obiettivo è offrirti uno spunto concreto per migliorare la tua capacità di analisi e prendere decisioni autonome, non di ragionare al posto tuo o dirti cosa fare. Il fine di questa rubrica è educativo, non prescrittivo.
Bitcoin:
Quando a novembre ho dichiarato l’entrata definitiva in bear market erano ancora in tanti, seppur enormemente scoraggiati, a credere che fosse solo l’ennesima correzione, che il ciclo dei 4 anni fosse “morto” e che il prezzo avrebbe ripreso presto la sua corsa a rialzo.
Ovviamente il tempo ha dato torto alla maggioranza, come succede sempre i questi casi.
Che Bitcoin fosse bearish da tempo non era in discussione e, ultimamente, non lo era nemmeno il fatto che potesse continuare a calare senza fornire un’importante rimbalzo.
In particolare, come ho detto lunedì scorso, una volta perso il canale ascendente formato da novembre, e perso anche il il range di consolidazione nel settimanale, la probabilità era nettamente a favore di un ulteriore ribasso fino almeno a 82.5k
Nonostante ciò mi scuso se lunedì scorso non ho visto il netto PO3 di cui mi sono accorto in ritardo solo giovedì:
Sarei potuto essere molto più preciso riguardo al possibile target del ribasso.
Non mi aspettavo comunque un calo così importante nel fine settimana, la mensile di gennaio è stata ora nettamente compromessa e ha chiuso sotto il supporto macro degli 82.5k, non affatto un buon segno:

Come se non fosse abbastanza poi, la settimanale stanotte ha anche perso l’ultimo supporto prima dei 71.3k, ovvero i 78.2k:

La situazione non è ovviamente buona, e non deve sorprendere, siamo in bear market, che piaccia o meno, prima lo si accetta prima si ci si protegge e meno si perde!
In questo momento nella mente di tutti comunque c’è solo una domanda:
“Cosa succederà adesso?”
Il crollo di questi ultimi giorni ha reso più che concreto uno scenario che discutevo da vari mesi, e che nel migliore dei casi potrebbe anche sfociare in un ritorno di Bitcoin ad ATH nel 2026, oppure -molto più probabile- dare semplicemente forma a un netto rimbalzo nel time frame mensile prima della nuova spinta a ribasso.
Vediamo di analizzare la situazione nel dettaglio:
Allora, partiamo dal fatto che, al momento, un tocco della domanda a 71.3k resta lo scenario più probabile in assoluto, a meno che Bitcoin non recuperi gli 82.5k.
C’è da dire che, essendo l’importante spinta a ribasso avvenuta nel fine settimana, si è formato un CME GAP enorme a 84.5k, e molto difficilmente il prezzo continuerà a scendere di molto lasciandolo aperto, al massimo direi appunto fino a 71.5k

Se quest’ultimo dovesse essere il caso, e se quindi dovessimo vedere Bitcoin calare un ulteriore 7% nei prossimi giorni, sarebbe confermata la possibilità che ormai discuto da vario tempo, mi sto riferendo a questo scenario:

Una ripulitura del low di aprile 2025 è di fatto la possibilità più concreta al momento e, se dovesse avvenire prima della chiusura del suddetto GAP, diventerebbe anche probabile che gli segua un importante rimbalzo.
Ora, se questo dovesse essere davvero quanto ha in serbo Bitcoin per noi, non possiamo in alcun modo sapere se tale rimbalzo possa poi portare a un’invalidazione del bear market e quindi a un potenziale ritorno ad ATH.
Ne abbiamo già parlato, fino a quando il trend settimanale resta bearish nuovi ATH sono lo scenario da escludere e nuovi ribassi invece quello da favorire.
Ma ne riparlo perché di fatto questa eventualità esiste, e siccome in questi giorni sto vedendo tante persone abbandonarsi ciecamente all’idea che Bitcoin debba necessariamente continuare a calare, voglio ricordare che niente è scontato e che bisogna restare costantemente vigili per carpire in tempo i segnali del prezzo, senza fossilizzarsi su un unico scenario.
Ora comunque è presto per parlarne, a prescindere che Bitcoin tocchi i 71.3k o meno, io continuo a ritenere probabile un rimbalzo importante, un dead cat bounce per intenderci meglio!
Il fatto è che Bitcoin, tranne nei folli primi anni di nascita (top del 2011), ha sempre stampato almeno una mensile bullish durante il dipanarsi del bear market, soprattutto nella fase iniziale a pochi mesi dal top:

Certo, non è obbligatorio che lo faccia anche questa volta, ma ritengo molto improbabile che ora continui a calare a linea retta verso il basso, senza nemmeno un rimbalzo.
È tuttavia vero che nel settimanale, per quanto modesto, l’ha chiaramente fornito, e che se consideriamo puramente la netta bear flag attualmente in atto il target rimane fissato intorno ai 57k.
Io comunque propendo verso lo scenario di cui ti ho già parlato spesso, ripulitura dei low (che nel 2021 è mancata), rimbalzo e espansione in bear market, nel caso peggiore e più probabile salvo invalidazioni nette.
Ma ribadisco che affronto questa fase estremamente difficile e per forza di cose pericolosa restando totalmente fuori dal mercato, non mi sognerei mai di scommettere su un rimbalzo con i miei soldi ancora sul mercato, ergo rischiandoli tutti nonostante i 1000 segnali bearish che Bitcoin ha dato e sta continuando a dare.
Detto questo, c’è anche un altra possibilità da non sottovalutare, ed quella che ho presentato sin da febbraio 2025:

Direi che, tralasciando il doppio calo che non si è verificato, questo patter sia stato rispettato piuttosto bene finora, sono dunque obbligato a parlarne.
In questo scenario Bitcoin calerebbe appunto fino ai circa 60k (57k considerando il target massimo dell’attuale bear flag settimanale) per poi fornire finalmente un netto rimbalzo e continuare successivamente con il normale dipanarsi del bear market.
Al tempo lo avevo presentato come il “mac pain scenario” e in effetti se continuasse a concretizzarsi sarebbe estremamente doloroso per chiunque, anche solo a livello mentale, se economicamente protetti.
È effettivamente sul tavolo, tienilo bene a mente insieme agli altri dunque.
L’invalidazione finale, sia del suddetto scenario che di qualunque altro contenga la possibilità di rimbalzo, sarebbe una perdita della zona macro di supporto intorno ai 60.8k
Persa quella, almeno i 46.2k (che ti ricordo essere il supporto più importante in assoluto) in linea retta sarebbero davvero un rischio.
In ogni caso, non fasciamoci la testa prima del tempo.
Al momento l’head and shoulder nel mensile è ancora in ballo, infatti i 78.2k non sono stati persi, ed ancora è perfettamente possibile vedere la formazione della spalla destra con top locale a circa 109k.
C’è poi un enorme GAP a 84.5k e i 71.3k sono comunque un importante livello di supporto.
Pertanto non c’è alcun motivo razionale per dare per certo un raggiungimento immediato dei 60.8k o prezzi inferiori!
Il riferimento principale rimangono gli 82.5k, recuperato quello almeno nel giornaliero (e meglio ancora nel settimanale) si aprirebbero le porte per un attacco dei 93.4k, livello che ha dato a Bitcoin un forte filo da torcere in questi mesi, e che rappresenta lo spartiacque verso i 109.5k
Nei prossimi giorni sarà fondamentale dunque vedere se Bitcoin tocca i 71.3k e rimbalza immediatamente oltre gli 82.5, o anche se
Nell’eventualità peggiore e a mio avviso più improbabile, bisogna anche stare attenti che i 71.3k non vengano persi (time frame settimanale), ma per ora è più probabile che vengano raggiunti e che fungano da supporto.
Un altro motivo per cui ritengo che una proseguimento immediato a ribasso sia improbabile proviene dalla TOTAL, che come vedi al momento nel time frame mensile è perfettamente seduta su un importante livello di supporto a 2.624T:

Certo, nel settimanale è stato appena perso proprio stanotte, e il ben più importante supporto a 2.19T è piuttosto vicino, quindi non è proprio una situazione chiara a favore di un rimbalzo, ma i 2.624T sin dal 2021 hanno rappresentato una zona di forte interesse e di “pivot”, più dei 2.19T, quindi non mi sento di escludere che possa continuare ad esserlo sin da subito anche in questa circostanza.
Abbiamo poi anche la USDT.D, che sì, ha appena fornito un’importantissima conferma a rialzo (ergo bearish per le crypto) chiudendo un'ottima mensile bullish oltre il rage high e addirittura oltre l’offerta macro al 6.909%, ma, come avevo prospettato sin da novembre, al momento è probabile almeno un retest del 6.9% se non del range high, prima di una nuova ripartenza a rialzo, ergo è probabile che Bitcoin rimbalzi almeno un po’ prima di tornare a spingere a ribasso.

In definitiva signori, spero che tutti voi stiate affrontando questa situazione spiacevole al meglio, ovvero essendo totalmente o in larga parte fuori dal mercato; quello che ci riserva il futuro come al solito non è certo ma in questo momento l’incertezza è al massimo quindi non oso immaginare cosa sta passando chi non ha preso profitti proteggendosi in tempo.
Anzi…lo so bene, perché lo scorso ciclo ho fatto lo stesso errore, e se tu l’hai commesso adesso spero che almeno ti serva da lezione definitiva come è servito a me in passato!
Altcoin:
Dispiaciuto di constatare che la mia valutazione negativa sia stata ulteriormente confermata…
La TOTAL2 è andata a target toccando il supporto intermedio a 1.01T:

Idem TOTAL3 con i 776B che tuttavia è stato anche ampiamente perso, ergo si ritrova ora in caduta libera verso il primo supporto importante che è piuttosto lontano, a 606B:

Devo invece segnalare una strana resistenza della OTHERS.D, questi ribassi hanno evidentemente interessato più che altro le major e nello specifico le TOP 10, e non sorprende, visto che erano quelle (con Solana in prima fila) ad aver resisto meglio durante il bagno di sangue subito dalle altcoin nell’ultimo anno, ergo quelle più a rischio di importanti cali, visto che tutte le altre li aveva già subiti.
Questa condizione potrebbe, in caso di rimbalzo più o meno importante, favorire appunto le mid e low cap, servirebbe però almeno una settimanale chiusa sopra il 7.11% per la conferma finale, quel che è chiaro già da ora è però che il supporto fondamentale al 6.45% ha nettamente arrestato la corsa a ribasso delle OTHERS e che, dalla liquidazione di ottobre a oggi, il prezzo abbia formato una chiara conformazione da bottom, quindi occhio a eventuali sorprese, non è impossibile, al contrario di quanto in tanti possano pensare al momento.

Piano con gli entusiasmi comunque, con la Bitcoin dominance proprio stanotte ha rotto a rialzo la resistenza al 59.89% di cui ti parlavo da tempo, è dunque instradata verso ulteriori rialzi, pertanto questa apparente forza della OTHERS.D non implica necessariamente che ci debba essere un rally delle alt (escluse le top 10), ma anche solo che queste reggano meglio in caso di ulteriori ribassi.

Ho veramente poco altro da aggiungere per le alt, durante un bear market è meglio comportarsi come che non esistano proprio.
In ogni caso oggi voglio comunque segnalare HYPE e TAO.
La prima perché in questi giorni di caos ha straordinariamente fornito una nota positiva rompendo con estrema forza la resistenza tra i 24.08 e i 26.54 dollari, ed è dunque ben predisposta almeno per un raggiungimento dei 39.55 e dei $45.22, e soprattutto potrebbe fornire un retest dei 26.54 prima di un’eventuale continuazione a rialzo:

La seconda, TAO, ha catturato la mia attenzione perché si trova ora nell’esatta condizione che ha già marzo 2025 e agosto 2024, quando, dopo aver deviato a ribasso i $193, è poi tornata a spingere.
Oggi nel mensile tale livello non è stato perso, e benché al momento sia da favorire lo scenario ribassista, è ancora aperta la porta per un possible recupero dell’offerta a $223 e quindi per una possibile spinta a rialzo così come successo già due volte in passato:

NOTA BENE: Queste, e qualunque altra possibilità positiva esista al momento, sono tutte possibili operazioni di breve altamente rischiose, non ci sono dubbi che ora sia obbligatorio continuare a essere bearish sulle alt nel lungo periodo, e che, per chi non sa esattamente cosa sta facendo, sia enormemente meglio restarne totalmente disinteressati!
Situazione Generale:
Lunedì scorso scrivevo:
“Io credo che ci troviamo in una condizione simile al 2011.
Questo è stato infatti l’unico anno in cui il dollaro ha passato un tempo prolungato sotto la trend line macro partita nel 2008, e non è un caso che sia coinciso con il macro top di Oro e Argento e con uno Yen ai massimi storici.
Tutte circostanze che si stanno ripetendo anche oggi, con particolare riferimento alla possibilità altamente probabile al momento che il top per i metalli sia vicino.
Dal gold to silver ratio, proprio stanotte, è infatti finalmente arrivato al supporto macro di cui ti parlo da un po’, e lo ha anche raggiunto in maniera piuttosto veloce e violenta, questo aumenta la probabilità di un rimbalzo pressoché immediato.
Nel frattempo l’oro ha raggiunto e superato la zona di top che avevo delineato la scorsa settimana, idem l’argento.
Entrambi gli asset sono ora estremamente estesi a rialzo e iper comprati, con il G/S che invece si trova proprio sopra un supporto storico di estrema rilevanza.
Le probabilità sono indubbiamente a favore di una imminente fine della corsa a rialzo dei metalli preziosi.
Se il G/S dovesse rimbalzare proprio su quel supporto macro, replicando quanto accaduto nel 1980 e nel 2011, il segnale per l'intero comparto dei mercati sarebbe inequivocabile e indicherebbe che la liquidità globale si sta prosciugando.”
Ebbene, direi che la mia valutazione era in larghissima parte corretta.
Il gold to silver ratio ha infatti rimbalzato subito esattamente nella zona che discutevo da mesi:

Rimbalzo provocato, come sanno tutti, dall’enorme e violento crollo che oro e argento hanno subito lo scorso fine settimana.
Non ci sono ancora conferme strutturali definitive, ma è altamente probabile, vista l’importanza del crollo, che entrambi abbiamo formato il top di questa bull-run.
L’oro al momento sta tentando un recupero del supporto a $4176 e non mi sorprenderebbe vederlo spingere addirittura fino ai 5.3k circa per poi inoltrarsi nel lungo bear market che probabilmente lo attende; l’invalidazione è un recupero settimanale dei 5318 dollari:

Idem per l’argento ovviamente, non mi sorprenderebbe vedere un rimbalzo intorno ai 100 dollari prima del normale dipanarsi del bear market; invalidazione finale con giornaliera (almeno) oltre i $108.5
Vista l’estrema velocità ed importanza del crollo, non ho esitato, poche ore fa, ad uscire completamente dal mio short, che gli scorsi giorni ho deciso di prendere dopo aver visto il primo segno di rimbalzo sul G/S e la successiva ripulitura del falso top contro USD.
Credo che la corsa dell’argento sia finita, ma di solito crolli così veloci e importanti o non avvengono proprio o rimbalzano di tanto, ergo non aveva senso per me buttare quasi un x6 immediato e attendere potenzialmente mesi per ulteriori ribassi, né prendere profitti parziali in questa circostanza, vista l’entità più che soddisfacente del risultato, che onestamente non mi aspettavo di ottenere così in fretta.

Nel frattempo di questa follia sui metalli preziosi sono poi successe delle cose molto significative.
In primis relativamente allo YEN, che si è fortemente indebolito in questi giorni riportandosi addirittura verso i 156:

E in secondo luogo per il dollaro, infatti il DXY ha nettamente salvato il supporto macro a 96,389, sia nel mensile che nel settimanale dove, con un’ottima candela bullish appena chiusa, ha anche messo le basi per un possibile PO3 con target a 103.534:

Questi due avvenimenti indicano chiaramente che il pericolo maggiore di cui parlavo la scorsa settimana è stato sventato, mi sto riferendo ovviamente allo “smontaggio sistemico” che avremmo avuto con un veloce rincaro dello YEN e crollo del dollaro.
Lo Yen in questi giorni è tornato a indebolirsi perché il mercato ha capito che il divario tra i tassi USA e quelli giapponesi non si ridurrà a causa di un crollo improvviso dell'economia americana, ma resterà ampio grazie alla nuova forza del dollaro, sostenuta da tassi USA che rimarranno elevati più a lungo, vista anche -e soprattutto- la notizia riguardo al prossimo chair man della FED, di cui ti parlerò tra poco.
Il dollaro è ora predisposto per un recupero e per fungere da calamita per la liquidità globale, mentre lo Yen per tornare in una lateralizzazione, dando ossigeno temporaneo al carry trade ma togliendo spinta a Bitcoin ed altri asset speculativi.
Ora ci sono due vie probabili, la migliore in termini di ridotto impatto negativo è che il dollaro torni oltre i 98.2 e spinga a rialzo mentre i mercati correggono in un bear market controllato, la migliore per i mercati (non certo per la salute macro) è che lo YEN cali lentamente e il dollaro idem, con i mercati che continuerebbero ad estendersi a rialzo.
Io propendo verso la prima possibilità, ma serve prima una conferma del DXY.
Ribadisco che a mio avviso siamo in una condizione simile al 2011.
Ovvero in una fase in cui i metalli smettono di fare da driver e iniziano a mostrare gli effetti di un drenaggio di liquidità.
Questo rimbalzo del G/S Ratio è il primo vero segnale che la festa della liquidità facile è in pausa.
Ora come ora, per fare in modo che questo sia uno specchio del 2011 e del 1980 è necessario vedere una correzione importante sui mercati (21% entrambe le volte, ricordo, quindi anche in questo caso una percentuale più o meno simile).
È impossibile fare prospetti sul quando questo debba avvenire, nel 1980 ad esempio la correzione ha prevenuto il bottom del G/S e il mercato ha ripreso a spingere insieme al ratio.
Mentre nel 2011 i mercati hanno impiegato ben 23 settimane per formare il bottom.
Quello che è probabile è che avvenga una correzione, e considerato che i mercati stavano spingendo fino a qualche giorno fa, credo sia possibile una ripetizione del 2011, ovvero una correzione “moderata” e lenta, che impiegherebbe qualche mese a finalizzarsi, questo scenario è anche il linea con il possibile recupero del dollaro prima descritto.
Dico che è probabile perché la divergenza tra l'entusiasmo azionario e il ritiro della liquidità dai metalli è diventata troppo evidente per essere ignorata.
E anche perché la nomina di Kevin Warsh è un evento piuttosto importante che va a favore di questo scenario.
Warsh infatti è noto per essere un "falco" e per preferire un dollaro forte e tassi che tengano a bada l'inflazione, anche a costo di frenare la crescita.
La sua nomina mette un importante supporto sotto il dollaro (che comunque era presente a 96.389 anche senza di lui😉).
Se il mercato si aspettava una FED sottomessa ai desideri di Trump (tassi bassi e dollaro debole per favorire l'export), Warsh segnala l'esatto opposto, il DXY non ha perso i 96.3 proprio perché ora prezza una FED che potrebbe non tagliare quanto da tanti sperato.
Trump vuole i dazi (inflattivi) e Warsh vorrà combattere l'inflazione (alzando o mantenendo i tassi attuali), questo attira capitali verso il dollaro e mantiene stabile la condizione del sistema finanziario.
Con Warsh alla FED e i metalli che hanno molto probabilmente formato il top, il rischio di entrare un classico bear market controllato è ora molto alto, serve appunto solo una conferma sul DXY, ovvero almeno un recupero dei 98.3 e, in forma definitiva, una settimanale chiusa sopra i 100.395.
Nota bene: questo è quanto è logico aspettarsi per i motivi appena dettagliati, tuttavia ti faccio notare che i tradizionali sono ancora bullish, pertanto, al di là di ogni possibile motivazione fondamentale -sebbene estremamente sensata- puntare su una correzione adesso è una scommessa contro il trend!
Il modo giusto di affrontare questa possibilità, per quanto mi riguarda, è uno solo, ovvero sfruttarla per farsi trovare pronti a comprare qualora si presenti davvero l’opportunità di un’importante correzione sui tradizionali.
Sai bene come la penso a riguardo su Bitcoin e crypto, mai comprare blandamente il dip, ma sui tradizionali è diverso, anche i crolli più importanti sono abbastanza “moderati”, nell’ordine del -30% di media, e recuperano sempre da oltre 100 anni.
Uno dei primi cavalli sui cui puntare a mio avviso è USDEUR, sai già che sono esposto da tempo a favore del dollaro e, visti gli ultimi sviluppi, la mia posizione si rafforza ancora in favore di quest’utimo, anche su USDEUR è infatti presente un netto PO3, e inoltre il prezzo si trova esattamente seduto sia sull’importante supporto macro dei 0.8456 sia sopra la trend line che dal 2018 ha indotto i bottom in favore del dollaro:

Serve però almeno una chiusura settimanale oltre i 0.8456, e una successiva spinta oltre i 0.85224; fino a quel momento questo scenario rimane a rischio e sorretto più che altro dalle considerazioni fondamentali fatte oggi, più che da evidenti segnali del prezzo, ma è una possibilità concreta che è meglio tenere sotto controllo sin da ora.
Per il resto il mio approccio rimane invariato:
Estrema cautela praticata restando maggiormente liquido, ma non completo immobilismo.
XOM:
Continua a spingere a rialzo come avevo prospettato, il mio target principale a 147 dollari è sempre più probabile avvenga a breve, a meno che il prezzo non perda i 135.49:

BEAM:
Molto male, ti informo che ho scaricato tutta la mia restante posizione a prescindere da quanto mi interessassero i fondamentali di questo progetto, il prezzo ha infatti continuato a spingere a ribasso verso il mio prezzo di entrata, confermando definitivamente il netto rifiuto dell’offerta a 31.93, di cui ti avevo già parlato nelle scorse analisi e che ora diventa il mio riferimento principale per un eventuale riesposizione nel prossimo futuro, ora vorrei vedere il prezzo reggere bene i 25 dollari e riportarsi oltre i 32, ma non avevo intenzione, dopo un veloce profitto, di rischiare profitti e margine per scoprirlo.

RKT:
Anche in questo caso molto male!
Ha completamente fallito nella rottura dei $24 chiudendo una pessima mensile sotto il supporto fondamentale dei 20.22 e distruggendo dunque qualunque possibilità positiva stesse suggerendo nelle scorse settimane.

Te ne parlo anche per farti capire quanto sia importante la pazienza e il corretto riferimento temporale, su RKT come sai c’era in ballo un C&H nel mensile, pertanto era questo il time frame di riferimento, ed è per questo che nonostante l’apparente forza fino a tre settimane fa, ho insistito nell’attendere la chiusura di gennaio, scelta che infatti si è dimostrata di cruciale importanza per salvarmi da un enorme ribasso.
RICHIESTA: TESLA
A fine dicembre ti avevo avvertito della possibilità di ribassi nonostante la netta predisposizione bullish, soprattutto per via della brutta conformazione del prezzo nel settimanale, che infatti nell’ultimo mese ha indotto il prezzo a ritestare il range high, che comunque per ora ha retto bene.
È anche presente una divergenza bullish di entità medi nel time frame settimanale, ergo nuovi rialzi restano favoriti.

Tutto dipende comunque dalla reazione dei mercati alla condizione macro oggi dettagliata, se davvero il top dei metalli è occorso e nelle prossime settimane vedremo un calo dei tradizionali come nel 2011, allora anche per TESLA ci sarebbe poco da fare nonostante la sua predisposizione bullish; la conferma rimane ancora la perdita dei $382 dal settimanale in su, fino a quel momento resta bullish e in rotta per un nuovo ATH.
RGG:
Chiusura mensile bullish avvenuta con successo oltre i $31.185, ma ha nettamente fallito nel recupero dell’ultima resistenza a $34 che invece la scorsa settimana sembrava voler fornire, pertanto, per quanto mi riguarda, resto ancora ad osservare per un’eventuale tocco dei 31.185 e successivo eventuale rimbalzo oltre i $34, che mi spingerebbe ad espormi.

Segnalo poi altre due IPO, QUBE di cui ti avevo già avvisato, e anche YDDL, entrambe molto vicine a rompere la resistenza ultima (potenzialmente già in questo giorni) prima di possibile spinte a rialzo, ti terrò ovviamente aggiornato.
Grazie per aver letto fino a qui e per supportare il mio lavoro.
Chiunque avesse richieste di analisi o domande inerenti gli argomenti discussi oggi può farmele in questi giorni tramite questo form.
Risponderò a tutti entro lunedì prossimo, le richieste fatte successivamente dovranno invece attendere la prossima pubblicazione, che ricordo avviene ogni due settimane.
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